Gaza, l'ONU lancia l'allarme: oltre 38.000 donne e ragazze uccise in poco più di due anni
Un'analisi di UN Women mette i numeri in fila: 47 vittime al giorno, in media. Cifre che fanno male e che non si possono ignorare.
غزة.. الأمم المتحدة تطلق تحذيراً: مقتل أكثر من 38 ألف امرأة وفتاة في أكثر قليلاً من عامين
تحليل لهيئة الأمم المتحدة للمرأة يضع الأرقام في الصف: 47 ضحية يومياً في المتوسط. أرقام تؤلم ولا يمكن تجاهلها.
Quarantasette donne e ragazze al giorno. È questo il numero che UN Women — l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di parità di genere — ha calcolato guardando ai dati del conflitto a Gaza tra l'ottobre del 2023 e la fine del 2025. Il totale fa impressione: più di 38.000 vittime femminili in poco più di due anni. Non sono statistiche astratte, sono persone — madri, figlie, sorelle, studentesse — la cui vita è stata spezzata in un contesto di guerra che continua a colpire in modo devastante la popolazione civile.
Per chi vive in Italia e ha legami con il mondo arabo — sia che si tratti di famiglie palestinesi in diaspora, sia di italiani che seguono da vicino quello che succede in Medio Oriente — questi numeri arrivano con un peso specifico diverso. Non è solo una notizia di geopolitica lontana: molte comunità arabe in Italia hanno parenti o conoscenti che vivono (o che vivevano) nei territori palestinesi. E ogni dato che esce da Gaza si porta dietro storie concrete, non solo numeri da comunicato stampa.
L'analisi di UN Women è anche un atto politico oltre che statistico: serve a mettere nero su bianco l'impatto sproporzionato che i conflitti armati hanno sulle donne, spesso le più vulnerabili in scenari di guerra. Queste cifre arrivano in un momento in cui il dibattito internazionale su Gaza è ancora acceso, tra tentativi di tregua, pressioni diplomatiche e una crisi umanitaria che l'ONU continua a definire tra le più gravi degli ultimi decenni. Ignorarle sarebbe, semplicemente, disonesto.
📌 Se vuoi approfondire o sostenere chi lavora sul campo, UN Women ha una sezione dedicata alla crisi di Gaza sul suo sito ufficiale (unwomen.org). Diverse organizzazioni umanitarie attive in Italia — tra cui Emergency e Medici Senza Frontiere — raccolgono fondi e documentano la situazione per chi vuole restare informato o contribuire.
سبع وأربعون امرأة وفتاة يومياً. هذا هو الرقم الذي حسبته هيئة الأمم المتحدة للمرأة — وكالة الأمم المتحدة المتخصصة في المساواة بين الجنسين — عند النظر إلى بيانات الصراع في غزة بين أكتوبر 2023 ونهاية عام 2025. الإجمالي يثير الصدمة: أكثر من 38 ألف ضحية من الإناث في أكثر قليلاً من عامين. هذه ليست إحصائيات مجردة، بل هي أشخاص — أمهات وبنات وأخوات وطالبات — تم قطع حياتهن في سياق حرب تستمر في ضرب السكان المدنيين بطريقة مدمرة.
بالنسبة لمن يعيش في إيطاليا ولديه روابط مع العالم العربي — سواء كانت عائلات فلسطينية في الشتات أو إيطاليين يتابعون عن كثب ما يحدث في الشرق الأوسط — هذه الأرقام تصل بوزن نوعي مختلف. لا يتعلق الأمر بخبر جغرافياسياسي بعيد فقط: العديد من المجتمعات العربية في إيطاليا لديها أقارب أو معارف يعيشون (أو كانوا يعيشون) في الأراضي الفلسطينية. وكل بيان يصدر عن غزة يحمل معه قصصاً ملموسة، وليس مجرد أرقام من بيان صحفي.
تحليل هيئة الأمم المتحدة للمرأة هو أيضاً فعل سياسي بالإضافة إلى كونه إحصائياً: فهو يسعى إلى توثيق التأثير غير المتناسب الذي تحدثه الصراعات المسلحة على النساء، اللواتي غالباً ما يكن الأكثر ضعفاً في سيناريوهات الحرب. هذه الأرقام تصل في لحظة لا يزال فيها النقاش الدولي حول غزة مشتعلاً، وسط محاولات للهدنة وضغوط دبلوماسية وأزمة إنسانية تستمر الأمم المتحدة في تعريفها بأنها من بين الأخطر في العقود الأخيرة. تجاهلها سيكون ببساطة غير شريف.
📌 إذا كنت تريد التعمق أكثر أو دعم من يعملون في الميدان، فإن هيئة الأمم المتحدة للمرأة لديها قسم مخصص لأزمة غزة على موقعها الرسمي (unwomen.org). عدة منظمات إنسانية نشطة في إيطاليا — بما في ذلك إيميرجينسي وأطباء بلا حدود — تجمع الأموال وتوثق الوضع لمن يريد البقاء على اطلاع أو المساهمة.