Da mesi l'offerta di credito supera la domanda: le tensioni internazionali frenano chi chiede
I prestiti in Italia crescono da mesi e il Sud guida la ripresa. Ma l'offerta supera la domanda: le crisi internazionali frenano chi chiede.
30 miliardi di investimenti e crescita al 4,2%, ma i fondi sono ancora un rebus
Il Parlamento tunisino approva il Piano 2026-2030: 30 mld di investimenti e crescita al 4,2%, ma i finanziamenti restano incerti.
La Banca africana di Sviluppo finanzia il corridoio Kenitra-Marrakech per treni e merci
Oltre 200 milioni dalla Banca africana di Sviluppo per potenziare il corridoio ferroviario Kenitra-Marrakech, passeggeri e merci.
La Camera di Commercio lancia un piano di sviluppo sostenibile per il territorio vicentino.
Area Berica 2030 è il piano della Camera di Commercio di Vicenza per uno sviluppo sostenibile del territorio entro il 2030.
Un DDL fermo dal 2017 e una doppia tassazione: ecco perché l'Italia è rimasta indietro.
L'Italia non ha mai approvato norme per la finanza islamica. Colpa della doppia tassazione, di un DDL fermo dal 2017 e di pregiudizi culturali mai superati.
Da Londra a Kuala Lumpur, come i mercati occidentali hanno abbracciato la finanza islamica — e perché l'Italia è rimasta indietro.
Il Regno Unito ospita l'85% delle attività bancarie islamiche europee, il Lussemburgo ha quotato i primi sukuk nel 2002, la Francia ha aperto le porte con una semplice circolare fiscale nel 2007. Il mercato globale della finanza islamica vale oggi 4.900 miliardi di dollari e punta a superare i 7.500 miliardi entro il 2028. Mentre mezzo mondo ha già scelto, l'Italia è ancora ferma al palo.
Quasi quattromila miliardi di dollari, crescita al 9% annuo, tassi di insolvenza vicini allo zero: la finanza islamica esiste, funziona, e ha principi che molti italiani potrebbero riconoscere come propri.
La finanza islamica muove quasi quattromila miliardi di dollari nel mondo, cresce al 9% l'anno e ha tassi di insolvenza quasi nulli — eppure in Italia quasi nessuno la conosce. Si basa su tre divieti fondamentali: la riba (l'interesse), il gharar (la speculazione opaca) e il maysir (il gioco d'azzardo finanziario). Il risultato è un sistema che impone trasparenza, sottostante reale e condivisione del rischio — principi che, a ben guardare, non sono poi così lontani da certi valori già presenti nel dibattito economico italiano.
Burocrazia asfissiante e pochi investimenti: le imprese italiane arrancano, e chi lavora nel manifatturiero — inclusi migliaia di lavoratori di origine araba — sente il peso
Il settore manifatturiero italiano è in difficoltà: burocrazia pesante e scarsi investimenti in innovazione frenano la competitività delle imprese, con ricadute concrete sui lavoratori, inclusi i tanti di origine araba impiegati nelle fabbriche del Nord Italia. La crisi non è solo industriale, ma anche sociale, e colpisce in particolare chi ha contratti più precari.
Nove intese di finanziamento nell'ambito del partenariato strategico tra Cairo e Parigi
Egitto e Francia hanno firmato nove accordi di finanziamento per un valore superiore a 260 milioni di euro, nell'ambito del loro partenariato strategico bilaterale. Le intese consolidano una relazione privilegiata tra Cairo e Parigi e segnalano un forte interesse francese nell'economia egiziana. Un'operazione che potrebbe avere riflessi anche sugli equilibri commerciali degli altri paesi europei, Italia compresa, nel mercato nordafricano.