Addio agli imballaggi usa e getta in Europa
Dal 12 agosto nuove regole in tutti i 27 Paesi UE: cambiano supermercati, bar e takeaway.
وداعاً للتغليف أحادي الاستخدام في أوروبا
اعتباراً من 12 أغسطس، قواعد جديدة في جميع دول الاتحاد الأوروبي السبع والعشرين.
Se sei abituato a prendere il ketchup in bustina al fast food, o a portarti via il caffè in un bicchierino di plastica, preparati a cambiare abitudini. Dal 12 agosto 2025, l'Unione Europea applica in tutti i 27 Paesi membri il nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio. Non è una raccomandazione: è un obbligo, e riguarda chiunque viva, lavori o faccia acquisti in Italia — compresi i tanti cittadini di origine araba che ogni giorno frequentano supermercati, bar e ristoranti.
In pratica, il regolamento punta a ridurre drasticamente la quantità di plastica monouso e di imballaggi inutili che finiscono nella spazzatura ogni giorno. Le bustine monodose di ketchup, senape o salse varie sono l'esempio più iconico, ma il perimetro è molto più ampio: si parla di contenitori per il cibo da asporto, bicchieri usa e getta, pellicole inutili attorno a frutta e verdura già confezionata. L'idea di fondo è semplice — meno imballaggio, meno rifiuti — ma l'impatto sulle abitudini quotidiane sarà concreto e visibile abbastanza presto.
Per chi gestisce un'attività — un ristorante halal, una gastronomia etnica, un negozio di alimentari che importa prodotti dal Maghreb o dal Medio Oriente — il cambiamento richiede attenzione. Alcuni formati di imballaggio oggi comunissimi potrebbero non essere più conformi, e adeguarsi ha un costo. Vale la pena verificare con il proprio fornitore o con la Camera di commercio locale quali prodotti rientrano nelle nuove restrizioni e quali alternative sono già disponibili sul mercato. Ignorare le nuove regole, invece, espone a sanzioni.
Info pratica: il nuovo regolamento è in vigore dal 12 agosto 2025 in tutta l'UE. Per sapere nel dettaglio cosa cambia per la tua attività o per i prodotti che vendi, il punto di partenza più utile è il sito ufficiale della Commissione europea oppure lo sportello ambiente della tua Camera di commercio territoriale.