Due movimenti nati dalla stessa Europa, dalla stessa epoca, dalla stessa logica
L'articolo esamina le analogie strutturali tra il nazionalismo etnico tedesco e il sionismo politico, identificando elementi ricorrenti come il concetto di popolo immutabile, la terra come destino, la mitologia delle origini e il trattamento dei popoli preesistenti come ostacoli. Pur riconoscendo le importanti differenze tra i due movimenti, l'analisi sostiene che il giornalismo serio deve applicare coerentemente i principi universali sulla protezione dei diritti umani adottati dopo il 1945, indipendentemente da chi sia l'attore politico coinvolto.
25 anni di sondaggi dicono che Gaza e l'attacco all'Iran hanno chiuso ogni dialogo possibile
25 anni di sondaggi mostrano che Gaza e l'attacco all'Iran hanno azzerato la fiducia araba verso Washington.
A dieci anni dalle prime proteste a Torino, i fattorini delle app restano in un limbo giuridico. E non è una questione tecnica: è una scelta politica.
A dieci anni dalle prime proteste dei rider a Torino, l'Italia non ha ancora risolto il problema del lavoro precario nelle piattaforme digitali di consegna. Secondo un'analisi di Matteo Jessoula e Paolo Funari dell'Università di Milano, il contrasto con la Spagna — dove una legge apposita riconosce ai rider lo status di dipendenti — dimostra che si tratta di una scelta politica, non di un vincolo tecnico. La questione tocca in modo diretto molti lavoratori stranieri, tra cui numerosi provenienti dal Maghreb e dall'Africa subsahariana, spesso intrappolati in un circolo vizioso tra mancanza di tutele e precarietà del permesso di soggiorno.
Decenni di calcoli errati su Teheran stanno mostrando il loro conto salato. Un'analisi di quello che non ha funzionato nella grande strategia occidentale
Israele e gli Stati Uniti hanno puntato per decenni su una strategia di cambio di regime in Iran attraverso sanzioni, isolamento e pressione militare, ma i risultati sono stati opposti alle attese. Il regime iraniano ha mostrato una resilienza inaspettata, mentre le pressioni esterne hanno spesso rafforzato la narrativa del governo di Teheran e indebolito le forze riformiste interne. Un'analisi delle ragioni strutturali di questo fallimento strategico, con ricadute dirette sugli equilibri di tutto il Medio Oriente e del Mediterraneo.