Il villaggio tunisino dalle case bianche e porte blu entra nella lista del patrimonio mondiale. Ma cosa significa davvero per la Tunisia di oggi?
Il villaggio tunisino di Sidi Bou Said, celebre per le case bianche e le porte blu sul Mediterraneo, è entrato nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Un riconoscimento che va oltre la bellezza: è un impegno politico e culturale per un Paese spesso raccontato solo attraverso le sue crisi.
Con un'affluenza del 20,79%, le legislative algerine raccontano una frattura profonda tra potere e cittadini. Le parole di Tebboune sulla fine dei brogli suonano vuote davanti alle urne deserte.
Le elezioni legislative algerine si chiudono con un'affluenza record negativa: solo il 20,79% dei cittadini ha votato. Le dichiarazioni aperturiste del presidente Tebboune non bastano a coprire una frattura profonda tra istituzioni e società civile, ancora segnata dall'eredità del Hirak.
500.000 marocchini, 111.000 tunisini, 105.000 egiziani: ecco come si distribuiscono.
Brescia batte Milano per chi cerca lavoro, Bologna è la scelta migliore per le famiglie. Mappa completa delle comunità arabe in Italia.
L'analista algerino Raouf Farrah spiega perché la solidarietà con Gaza si gioca anche su un asse Sud-Sud che l'Europa ignora
Mentre i media europei inquadrano il conflitto a Gaza come uno scontro tra Occidente e Israele, un movimento chiamato Sumud costruisce ponti concreti tra Nordafrica e Africa subsahariana. Ne parla al Middle East Monitor l'analista algerino Raouf Farrah.
La Rete Europea sulle Migrazioni pubblica un rapporto sui concetti chiave della riforma dell'asilo. Ecco cosa significa in pratica per chi fa domanda di protezione
La Rete Europea sulle Migrazioni ha pubblicato un nuovo rapporto sui concetti di "paese di origine sicuro" e "paese terzo sicuro", al centro della riforma europea dell'asilo. Il documento fotografa come questi criteri vengano applicati in modo disomogeneo tra gli Stati membri, con effetti diretti sulle procedure accelerate e sulle garanzie per i richiedenti protezione internazionale. Il tema riguarda da vicino i cittadini di diversi paesi arabi le cui nazionalità compaiono in varie liste nazionali europee.
Da ogni angolo del paese, genitori e parenti convergono nella città di confine per chiedere notizie dei propri cari perduti lungo la rotta migratoria
Famiglie provenienti da decine di città marocchine — da Casablanca a Dakhla, da Rabat a Nador — si sono riunite a Oujda, città di confine con l'Algeria, per fare fronte comune. Il motivo che le unisce è drammatico: hanno un parente scomparso o in detenzione lungo le rotte migratorie. L'incontro, a cui hanno partecipato anche persone arrivate dalla Tunisia, rappresenta un atto di visibilità collettiva in risposta al silenzio che circonda spesso queste sparizioni.
Ogni anno Amnesty International pubblica il suo rapporto globale sui diritti umani. Quest'anno i numeri dall'area araba fanno ancora più male del solito
Il nuovo Rapporto Annuale di Amnesty International fotografa un anno particolarmente buio per Medio Oriente e Nord Africa, dove i grandi conflitti come quelli a Gaza, Sudan e Yemen hanno finito per oscurare altre gravi violazioni dei diritti umani. Il documento, pubblicato ogni anno e disponibile gratuitamente online, rappresenta uno strumento di riferimento per chiunque voglia seguire con attenzione la situazione in quell'area del mondo, al di là della copertura mediatica contingente.
La Tunisia ha rimosso le imbarcazioni usate per la migrazione irregolare dal porto di Sfax, nell'ambito di un piano di riordino ufficiale
Le autorità tunisine hanno rimosso dal porto di Sfax le imbarcazioni utilizzate per la migrazione irregolare verso l'Italia. L'intervento è stato descritto come parte di un piano di riordino dell'area portuale. Sfax rappresenta da anni uno dei principali punti di partenza delle traversate irregolari nel Mediterraneo centrale verso le coste siciliane e Lampedusa.
I dati OIM confermano che la rotta verso l'Italia resta tra le più letali al mondo. Cosa significa per le famiglie che aspettano notizie
Roma, 23 marzo 2026 – Almeno 614 persone hanno perso la vita o risultano disperse nel Mediterraneo centrale dall'inizio dell'anno fino al 21 marzo. Il dato, diffuso dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), conferma ancora una volta che la rotta tra le coste nordafricane e l'Italia rimane una delle più pericolose al mondo per chi tenta di raggiungere l'Europa. Per molte famiglie