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Confindustria lancia l'allarme: se la guerra in Iran non si ferma, l'energia potrebbe diventare un lusso
Tony Zohari · Pexels

Confindustria lancia l'allarme: se la guerra in Iran non si ferma, l'energia potrebbe diventare un lusso

Lo stretto di Hormuz chiuso significa petrolio alle stelle e crescita italiana a rischio: ecco cosa potrebbe succedere davvero

منظمة كونفينديوستريا تطلق تحذيراً: إذا لم تتوقف الحرب في إيران، قد تصبح الطاقة سلعة فاخرة

إغلاق مضيق هرمز يعني ارتفاع أسعار النفط وتعريض النمو الإيطالي للخطر: إليك ما قد يحدث فعلاً

Confindustria lancia un avvertimento serio: se la guerra in Iran dovesse prolungarsi e portare alla chiusura dello stretto di Hormuz, l'Italia e il mondo intero potrebbero affrontare la crisi energetica più grave mai registrata. Le stime di crescita italiane sono già sotto pressione, e a rischio ci sono in particolare i volumi di export verso i mercati internazionali. Uno scenario che preoccupa anche chi opera negli scambi commerciali tra Italia e mondo arabo.
منظمة كونفينديوستريا تطلق تحذيراً جدياً: إذا امتدت الحرب في إيران وأدت إلى إغلاق مضيق هرمز، قد تواجه إيطاليا والعالم بأسره أخطر أزمة طاقة تم تسجيلها على الإطلاق. التوقعات الخاصة بالنمو الإيطالي تتعرض بالفعل لضغط، وما يواجه خطراً بشكل خاص هو أحجام الصادرات نحو الأسواق الدولية. سيناريو يثير القلق أيضاً بين من يعملون في التبادل التجاري بين إيطاليا والعالم العربي.
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Diciamocelo chiaramente: quando Confindustria — cioè la federazione che rappresenta le grandi imprese italiane — parla della "più grave crisi energetica della storia", non lo fa per fare scena. Lo fa perché i numeri che stanno girando nei loro uffici studi fanno paura, e vale la pena capire perché anche tu, che magari hai famiglia in un paese arabo o lavori nel commercio con il Medio Oriente, dovresti prestare attenzione.

Il punto centrale è lo stretto di Hormuz. Se non ti dice niente, eccolo in parole semplici: è un corridoio di mare stretto tra l'Iran e la penisola arabica attraverso cui passa circa un quinto di tutto il petrolio e il gas liquefatto che il mondo consuma ogni giorno. Se l'Iran, in uno scenario di guerra prolungata, dovesse chiudere o bloccare quello stretto — cosa che ha già minacciato più volte in passato — il prezzo dell'energia schizzerebbe in modo che non abbiamo mai visto. Non stiamo parlando dei rincari del 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina, che pure hanno fatto malissimo: stiamo parlando di qualcosa di potenzialmente peggiore. Confindustria guarda a questo scenario con grande preoccupazione perché l'Italia dipende ancora moltissimo dalle importazioni energetiche, e un'impennata dei costi si trasferirebbe rapidamente su tutto: bollette, produzione industriale, trasporti, prezzi al supermercato.

Per chi vive in Italia e ha radici nel mondo arabo, o per chi lavora nell'import-export tra Italia e paesi del Golfo, il rischio è doppio. Da un lato, una crisi energetica grave colpirebbe il potere d'acquisto delle famiglie qui in Italia. Dall'altro, i paesi produttori di petrolio del Golfo — Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Qatar — si troverebbero in una posizione geopoliticamente delicatissima, con ricadute su accordi commerciali, investimenti e persino rimesse. L'export italiano verso quei mercati, già messo sotto pressione dalle tensioni regionali, rischierebbe un ulteriore rallentamento.

Cosa fare nel concreto? Per ora, nessun allarme immediato: si tratta di scenari, non di certezze. Ma se hai un'attività legata all'import-export con il Medio Oriente, o se stai pianificando investimenti, è il momento giusto per informarsi bene, magari attraverso la tua Camera di commercio locale o le associazioni di categoria, su come diversificare e proteggersi da eventuali shock energetici.

لنكن واضحين: عندما تتحدث منظمة كونفينديوستريا — أي الاتحاد الذي يمثل الشركات الإيطالية الكبرى — عن «أخطر أزمة طاقة في التاريخ»، فإنها لا تفعل ذلك من أجل الظهور. تفعله لأن الأرقام التي تتداول في مكاتب الدراسات لديهم تثير الخوف، ومن الجدير بالأمر أن تفهم لماذا يجب عليك أنت أيضاً، ربما لديك عائلة في بلد عربي أو تعمل في التجارة مع الشرق الأوسط، أن تولي انتباهاً.

النقطة المركزية هي مضيق هرمز. إذا لم تخبرك بشيء، فإليك الشرح بكلمات بسيطة: إنه ممر بحري ضيق بين إيران وشبه الجزيرة العربية يمر من خلاله حوالي خمس العالم من النفط والغاز المسال الذي يستهلكه العالم كل يوم. إذا كانت إيران، في سيناريو حرب طويلة الأمد، ستغلق أو تحجب ذلك المضيق — وهي التهديد به عدة مرات في الماضي — فإن سعر الطاقة سيرتفع بطريقة لم نشهدها من قبل. نحن لا نتحدث عن الزيادات في الأسعار في عام 2022 بعد الغزو الأوكراني، التي ألحقت أيضاً ضرراً كبيراً: نحن نتحدث عن شيء قد يكون أسوأ بكثير. تنظر منظمة كونفينديوستريا إلى هذا السيناريو بقلق شديد لأن إيطاليا تعتمد بشكل كبير جداً على الواردات الطاقة، والقفزة في التكاليف ستنتقل بسرعة إلى كل شيء: الفواتير والإنتاج الصناعي والنقل والأسعار في السوبر ماركت.

بالنسبة لمن يعيش في إيطاليا وله جذور في العالم العربي، أو لمن يعمل في الاستيراد والتصدير بين إيطاليا ودول الخليج، الخطر مضاعف. من ناحية، ستؤثر أزمة طاقة خطيرة على القوة الشرائية للأسر هنا في إيطاليا. من ناحية أخرى، دول الخليج المنتجة للنفط — السعودية والإمارات والكويت وقطر — ستجد نفسها في موقف جيوسياسي حساس جداً، مع تبعيات على الاتفاقيات التجارية والاستثمارات وحتى التحويلات المالية. الصادرات الإيطالية إلى تلك الأسواق، التي تتعرض بالفعل للضغط من جراء التوترات الإقليمية، قد تواجه تراجعاً إضافياً.

ماذا تفعل عملياً؟ في الوقت الراهن، لا إنذار فوري: إنها سيناريوهات وليست حقائق مؤكدة. لكن إذا كان لديك نشاط مرتبط بالاستيراد والتصدير مع الشرق الأوسط، أو كنت تخطط للاستثمارات، فالآن هو الوقت المناسب للتحقق جيداً، ربما من خلال غرفة التجارة المحلية لديك أو الجمعيات القطاعية، حول كيفية التنويع والحماية من الصدمات الطاقة المحتملة.

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