L'Italia torna a Bengasi per parlare di sicurezza in Libia
L'ambasciatore Alberini partecipa a un gruppo di lavoro ONU dedicato alla stabilità del paese nordafricano
إيطاليا تعود إلى بنغازي للحديث عن الأمن في ليبيا
السفير ألبيريني يشارك في مجموعة عمل أممية مخصصة لاستقرار البلد الشمال أفريقي
L'Italia continua a tenere la Libia sul radar. L'ambasciatore Alberini è volato a Bengasi per partecipare a una riunione del cosiddetto percorso di sicurezza, un gruppo di lavoro promosso dalle Nazioni Unite che mette attorno allo stesso tavolo i principali attori interessati alla stabilità libica. Non è una visita di routine: sedersi a Bengasi — cuore della Libia orientale e sede di un potere che storicamente ha fatto da contrappeso a Tripoli — è già di per sé un segnale politico preciso.
Ma perché dovrebbe interessarti, che tu sia arabo in Italia o italiano con un occhio al Mediterraneo? Perché la Libia è uno dei nodi gordiani di tutto ciò che riguarda flussi migratori, approvvigionamento energetico e sicurezza regionale. Ogni volta che Roma siede a un tavolo internazionale sulla Libia, lo fa con interessi molto concreti: le rotte migratorie che attraversano il paese, i contratti nel settore dell'energia, e la proiezione di influenza italiana in un'area che considera storicamente parte del suo spazio geopolitico naturale. Il piano Mattei per l'Africa, lanciato dal governo Meloni, si gioca in buona parte proprio su scenari come questo.
Il percorso di sicurezza onusiano è uno dei meccanismi multilaterali pensati per avvicinare le fazioni libiche su temi pratici — riforma del settore della sicurezza, unificazione delle forze armate, gestione delle milizie — aggirando, almeno in parte**, gli stalli politici che bloccano da anni ogni soluzione definitiva. L'Italia, con la sua presenza costante in questi format, cerca di non perdere terreno rispetto ad altri attori europei e regionali che guardano alla Libia con altrettanto interesse.
Se vuoi seguire da vicino l'evoluzione della situazione libica e il ruolo italiano nella regione, il sito delle Nazioni Unite dedicato alla missione in Libia (UNSMIL) è il punto di partenza più aggiornato. Per chi invece vuole capire come la politica estera italiana si intreccia con le questioni migratorie, vale la pena tenere d'occhio gli aggiornamenti del Ministero degli Esteri italiano.
تواصل إيطاليا إبقاء ليبيا في دائرة اهتمامها. توجّه السفير ألبيريني إلى بنغازي للمشاركة في اجتماع ما يُعرف بـالمسار الأمني، وهو مجموعة عمل تدعمها الأمم المتحدة تجمع حول طاولة واحدة الأطراف الرئيسية المعنية باستقرار ليبيا. لا يتعلق الأمر بزيارة اعتيادية؛ إذ إن الجلوس في بنغازي — عاصمة ليبيا الشرقية ومقر سلطة كانت تاريخياً تمثّل ثقلاً موازناً لطرابلس — يُعدّ في حد ذاته رسالة سياسية واضحة.
لكن لماذا يعنيك هذا، سواء كنت عربياً مقيماً في إيطاليا أو إيطالياً مهتماً بشؤون المتوسط؟ لأن ليبيا تمثّل أحد العقد المركزية في كل ما يتصل بحركة الهجرة وإمدادات الطاقة والأمن الإقليمي. وفي كل مرة تجلس فيها روما إلى طاولة دولية حول ليبيا، تفعل ذلك بدوافع بالغة الملموسية: مسارات الهجرة العابرة للبلاد، والعقود في قطاع الطاقة، وتعزيز النفوذ الإيطالي في منطقة تعتبرها تاريخياً جزءاً من فضائها الجيوسياسي الطبيعي. وخطة ماتّي لـأفريقيا، التي أطلقتها حكومة ميلوني، تُراهن في جانب كبير منها على سيناريوهات كهذه بالضبط.
يُعدّ المسار الأمني الأممي أحد الآليات متعددة الأطراف التي صُمِّمت لتقريب الأطراف الليبية في ملفات عملية — كإصلاح قطاع الأمن، وتوحيد القوات المسلحة، وإدارة الميليشيات — متجاوزةً، ولو جزئياً، حالات الجمود السياسي التي تُعرقل منذ سنوات أي حلٍّ نهائي. وإيطاليا، بحضورها المستمر في هذه الصيغ التفاوضية، تسعى إلى عدم خسارة موطئ قدمها في مواجهة فاعلين أوروبيين وإقليميين آخرين يرنون هم أيضاً إلى ليبيا بالقدر ذاته من الاهتمام.
إن كنت تريد متابعة مستجدات الوضع الليبي والدور الإيطالي في المنطقة، فإن الموقع الرسمي لبعثة الأمم المتحدة في ليبيا (UNSMIL) هو أفضل نقطة انطلاق للمعلومات المحدّثة. أما من يرغب في فهم كيف تتشابك السياسة الخارجية الإيطالية مع ملفات الهجرة، فمن المفيد متابعة تحديثات وزارة الخارجية الإيطالية.