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L'UE non sanziona Israele e si conferma irrilevante sulla scena mondiale
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L'UE non sanziona Israele e si conferma irrilevante sulla scena mondiale

Ancora una volta Bruxelles sceglie l'immobilismo. E chi paga il prezzo sono i civili palestinesi.

الاتحاد الأوروبي يرفض فرض عقوبات على إسرائيل ويؤكد من جديد غيابه عن المشهد العالمي

مرة أخرى تختار بروكسل الجمود، والثمن يدفعه المدنيون الفلسطينيون.

L'Unione Europea ha scelto ancora una volta di non imporre sanzioni a Israele nonostante il conflitto in corso a Gaza, confermando la propria incapacità di tradurre le dichiarazioni in azioni concrete. Secondo Middle East Eye, questa scelta non è frutto di incapacità tecnica ma di mancanza di volontà politica. Il risultato è una crescente perdita di credibilità e peso diplomatico dell'UE agli occhi del mondo arabo e della comunità internazionale. Per le comunità arabe in Europa, l'Unione continua a rivelarsi un interlocutore inaffidabile e privo di coerenza tra i valori proclamati e le scelte reali.
اختار الاتحاد الأوروبي مرة أخرى عدم فرض عقوبات على إسرائيل رغم استمرار الصراع في غزة، مؤكداً عجزه عن ترجمة تصريحاته إلى أفعال ملموسة. ووفقاً لـ Middle East Eye، لا يعود هذا الخيار إلى قصور تقني بل إلى انعدام الإرادة السياسية. والنتيجة تراجع متصاعد في مصداقية الاتحاد الأوروبي وثقله الدبلوماسي في نظر العالم العربي والمجتمع الدولي. وبالنسبة للجاليات العربية في أوروبا، يواصل الاتحاد إثبات أنه طرف غير موثوق، يفتقر إلى الاتساق بين القيم التي يُعلنها والخيارات التي يتخذها فعلياً.

Parliamoci chiaro: l'Unione Europea ha perso un'altra occasione per dimostrare di contare qualcosa nel mondo. La decisione di non imporre sanzioni a Israele — nonostante tutto quello che sta succedendo a Gaza — non è una sorpresa, ma fa comunque male. Perché non è la prima volta, e probabilmente non sarà l'ultima. Bruxelles continua a produrre dichiarazioni, comunicati, «profonde preoccupazioni», ma quando si tratta di passare ai fatti, di mettere sul tavolo strumenti concreti come le sanzioni economiche o la sospensione degli accordi commerciali, si blocca tutto. Il risultato? Il mondo — e in particolare il mondo arabo — guarda all'Europa come a un gigante con i piedi d'argilla, capace di fare la morale ma non di assumersi responsabilità reali.

Per chi vive in Italia e ha radici nel mondo arabo, questa storia è doppiamente frustrante. Da un lato, senti l'Europa parlare di diritti umani come se fosse la sua bandiera identitaria. Dall'altro, vedi che quando si tratta di applicarli davvero — di usare il peso economico e politico che l'UE ha — tutto si ferma per non disturbare equilibri interni o alleanze strategiche. E così la credibilità europea si sgretola un pezzo alla volta, proprio negli occhi di quelle popolazioni che avrebbero più bisogno di vederla come un attore affidabile e coerente. Non è questione di simpatie politiche: è questione di coerenza. Se l'Unione Europea si presenta come garante del diritto internazionale, poi deve essere pronta ad agire quando quel diritto viene violato — chiunque sia a violarlo.

Il nodo centrale, come spiega bene Middle East Eye, è che l'Europa continua a scegliere la strada dell'irrilevanza. Non per incapacità tecnica — gli strumenti ci sarebbero — ma per mancanza di volontà politica. E questa scelta ha un costo reale: non solo per i palestinesi, ma anche per la diplomazia europea stessa, che perde peso e credibilità ogni volta che si volta dall'altra parte. Per le comunità arabe in Italia, per chi segue da vicino le vicende del Medio Oriente, è ormai chiaro che sull'UE non si può fare affidamento come interlocutore neutro o come forza di pressione efficace.

Per saperne di più: segui gli aggiornamenti su Middle East Eye per analisi indipendenti sulla politica estera europea verso il Medio Oriente. Se vuoi approfondire come le decisioni UE impattano sulle comunità arabe in Europa, cerca le ultime prese di posizione del Parlamento Europeo sul conflitto a Gaza.

لنكن صريحين: الاتحاد الأوروبي أضاع فرصة أخرى ليُثبت أن له وزناً حقيقياً في العالم. قرار عدم فرض عقوبات على إسرائيل — رغم كل ما يجري في غزة — لم يكن مفاجئاً، لكنه مؤلم على أي حال. لأنها ليست المرة الأولى، وعلى الأرجح لن تكون الأخيرة. تواصل بروكسل إصدار البيانات والبلاغات و«القلق البالغ»، لكن حين يتعلق الأمر بالانتقال إلى الفعل — بوضع أدوات ملموسة على الطاولة كالعقوبات الاقتصادية أو تعليق الاتفاقيات التجارية — يتوقف كل شيء. والنتيجة؟ يرى العالم — ولا سيما العالم العربي — في أوروبا عملاقاً بأقدام من طين، يُحسن الوعظ لكنه يعجز عن تحمّل مسؤولياته الحقيقية.

بالنسبة لمن يعيش في إيطاليا وله جذور في العالم العربي، فإن هذا الواقع مُحبط على مستويين. من جهة، تسمع أوروبا تتحدث عن حقوق الإنسان كأنها هويتها وراياتها. ومن جهة أخرى، ترى أنه حين يتعلق الأمر بتطبيقها فعلاً — باستخدام ثقلها الاقتصادي والسياسي الذي تمتلكه — يتوقف كل شيء حفاظاً على توازنات داخلية أو تحالفات استراتيجية. وهكذا تتآكل مصداقية أوروبا قطعة قطعة، تحديداً في عيون الشعوب التي تحتاج أكثر من غيرها إلى رؤيتها طرفاً موثوقاً ومتسقاً. ليس الأمر مسألة ميول سياسية: إنها مسألة اتساق. إذا قدّمت الاتحاد الأوروبي نفسه ضامناً للقانون الدولي، فعليه أن يكون مستعداً للتحرك حين يُنتهك هذا القانون — أياً كان المنتهِك.

العقدة الجوهرية، كما يوضح Middle East Eye بجلاء، هي أن أوروبا تواصل اختيار طريق الغياب والتهميش. ليس لعجز تقني — فالأدوات موجودة — بل لانعدام الإرادة السياسية. وهذا الخيار له ثمن حقيقي: ليس فقط على الفلسطينيين، بل على الدبلوماسية الأوروبية ذاتها، التي تخسر ثقلها ومصداقيتها في كل مرة تُدير فيها ظهرها. بالنسبة للجاليات العربية في إيطاليا، ولمن يتابع عن كثب أحداث الشرق الأوسط، بات واضحاً أن الاتحاد الأوروبي لا يمكن الاعتماد عليه وسيطاً محايداً أو قوة ضغط فعّالة.

لمزيد من المعلومات: تابع التحديثات على Middle East Eye للاطلاع على تحليلات مستقلة حول السياسة الخارجية الأوروبية تجاه الشرق الأوسط. وإن أردت التعمق في كيفية تأثير قرارات الاتحاد الأوروبي على الجاليات العربية في أوروبا، تابع آخر مواقف البرلمان الأوروبي بشأن الصراع في غزة.

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